Via delle Terme

Palazzo Scali Ricasoli

Residenza di lusso sita al Piano Nobile del Palazzo Scali Ricasoli in via delle Terme, nel cuore del Centro Storico di Firenze, tra via Tornabuoni e Piazza Santa Trinita.
Il Piano si estende per mq. 415, superficie in cui tra pareti e volte con importanti affreschi del XVII° secolo e con una piccola Cappella finemente decorata contenente una formella in ceramica di Luca della Robbia, verranno realizzate 4 lussuose Suites, ciascuna dotata di un ampio bagno, due grandi spazi dedicati al soggiorno e una cucina ad isola. Le Suites saranno dotate delle più moderne tecnologie (pavimenti radianti, aria condizionata, sistema audio wi-fi e fibra ottica wireless) e di ricercati materiali (caldo parquet e pietre naturali) ed arredi (funzionali linee di design) per offrire, in quanto residenze di lusso, il massimo comfort ai propri Ospiti.

Il Palazzo Scali Ricasoli è ubicato in Firenze, via delle Terme, (il cui nome deriva dalle antiche Terme Romane che ricevevano acqua dal Monte Morello), strada del centro storico situata tra via Por Santa Maria e Piazza S. Trinita, caratterizzata dall’impronta fortemente medievale che la rende tra le più suggestive della città. La sua posizione lo pone a poca distanza dalle più importanti Piazze e Monumenti del centro Storico quali, Piazza Santa Maria Novella, Piazza Duomo, Piazza della Signoria e Ponte Vecchio.

Il Palazzo appartenente in origine agli Scali, famiglia presente con “antiche case” in via delle Terme sin dal XIV sec., nella prima metà del XVI (e precisamente nel 1548), il Palazzo fu trasferito al ramo della famiglia Ricasoli di Ponte della Carraia.

Il Palazzo Scali Ricasoli, nella metà del sec. XVII ha subito una nuova e completa riconfigurazione ed ampliamento, in particolare con l’acquisizione e le unificazioni di altre preesistenze adiacenti, fino ai primi anni del XVIII sec, periodo in cui il Palazzo avrebbe assunto una configurazione simile a quella attuale.

Dal 1706 al 1720 nel piano nobile del Palazzo i vani sono stati interessati da importanti lavori di decorazione come in particolare, il ciclo degli affreschi nel grande salone.

Nel XIX secolo la famiglia Ricasoli vendette il palazzo alla famiglia Del Bene e successivamente l’edificio fu trasformato nell’Istituto Scolastico Cavallaro, ove, come ricorda una targa commemorativa posta sulla facciata, prese gli studi Guglielmo Marconi.

Ad oggi l’intero palazzo, passato ad altre proprietà private, rappresenta un esempio di immobile di pregio, avendo sostenuto da pochi anni lavori di Restauro Conservativo, in particolare degli Apparati Pittorici del piano nobile ed è sotto la Protezione e Vincolo dalla Soprintendenza ai Beni Ambientali e Architettonici di Firenze.

Palazzo Scali Ricasoli sul fronte di via delle Terme si articola in tre piani compreso il piano terra con sottostanti cantinati, oltre ad un mezzanino al piano terzo ed ultimo; sul fronte laterale con prospetto sul Chiasso Ricasoli l’edificio si presenta con due soli piani.

Il Piano Primo, accessibile dalla scala principale con ascensore, caratterizzata da due ampie vetrate sfalsate con l’allineamento delle finestre dei piani, è costituito da due unità immobiliari ora unite in unica proprietà, riconducibile al “Piano Nobile”.

Il primo ingresso diretto dal pianerottolo è fortemente caratterizzata dal grande Salone con le quattro pareti e la volta affrescate e le grandi finestrature con affaccio su via delle Terme.

Dietro la parete contrapposta all’ingresso, è presente un grande ambiente a doppia altezza con soffitto in legno, in continuità di facciata con la parete del salone affrescato, che disimpegna altri vani con servizi igienici interni, dove un vano chiamato “giardino d’inverno”, è illuminato da un ampio lucernario piramidale posto corrispondenza del terrazzo del piano superiore.

Il Salone, in cui la grandezza dell’ambiente è esaltata dalla maestosità degli affreschi Settecenteschi delle pareti e della volta, attribuiti a Lorenzo del Moro (Firenze 1677-1735), artista molto prolifico e ricercato dalla nobiltà fiorentina dell’epoca.

All’intero Apparato Pittorico del salone, oltre a Lorenzo Del Moro, hanno lavorato i pittori Rinaldo Botti (Firenze1658-1740), raffigurando sulle quattro pareti tra finestre e vani porta, sfondi affrescati con rappresentazioni di finte costruzioni architettoniche, un gruppo di statue raffiguranti Apollo e Minerva sullo sfondo di specchiature marmoree, altra raffigurazione della “Vittoria alata con putti” circondati da armi e vessilli che sorreggono lo Stemma della famiglia Ricasoli, ed in sommità delle pareti una grande balconata con sculture dipinte che sorregge l’imponente volta affrescata.

La volta affrescata da Matteo Bonechi (Firenze 1669-1756), rappresenta una grandiosa scena allegorica “Ercole che sconfigge il Vizio e Saturno re delle Isole Beate incatenate

Il secondo ingresso dal pianerottolo, immette direttamente in un primo vano con affaccio diretto nell’area cortilizia; comunicante con un secondo vano adiacente, mediante portale murario decorato sul sopraporta, ha eguali dimensioni e affaccio sul cortile, presenta un lampadario in vetro di “Burano”, di pregevole fattura sottoposto a Vincolo della Soprintendenza.

Un ulteriore vano porta immette in un piccolo disimpegno che dà accesso alla piccola Cappella con pregevoli affreschi sulla volta, lo stesso disimpegno immette ad altro corridoio, dove sono presenti due bagni con accessi contrapposti, da questo ultimo corridoio ci si immette in altro vano con il soffitto a volta finemente decorato, con le pareti laterali riquadrate da fasce di colore grigio.

In particolare i primi due vani a partire dall’ingresso, presentano decorazioni perimetrali a fascia con disegno a motivo geometrico finemente realizzate tra parete e soffitto, due specchi sovrapporta decorati ed un “centro soffitto” a medaglione decorato, tutti attribuibili al pittore Quadratturista Giuseppe Tonelli (Firenze 1668 – 1732), mentre in tutti gli altri ambienti le cornici a fascia perimetrali pareti/- soffitto di colore grigio presenti sono in continuità con la fascia battiscopa.

La Cappella, di dimensioni contenute, si può ritenere un piccolo gioiello Rinascimentale della fine del cinquecento. con volta a botte affrescata a nove riquadri, con all’interno scene di carattere religioso, attribuibili a Bernardino Poccetti (Firenze 1548 – 1612) dove sulla parete di fondo è rappresentata come in una pala d’altare, la solenne presenza di una formella in ceramica policroma vetriata di Luca della Robbia (Firenze 1399 – 1482), raffigurante l’adorazione del Cristo bambino.

Nell’ultimo vano dell’unità immobiliare, è presente una volta decorata con tinta di fondo blu cobalto, dove al centro sono raffigurati tre elementi geometrici ruotati a diversa forma, con ai quattro angoli corrispondenti a quelli della volta, quattro figure femminili che rappresentano Artemide Dea della fertilità, con ai lati di ciascuna due Sfingi alate.